È Paolo Malaguti con “Il Moro della cima” edito da Einaudi ad aggiudicarsi la XII edizione del Premio Mario Rigoni Stern per la letteratura multilingue delle Alpi. "Paolo Malaguti – scrive la giuria nella motivazione - raccoglie storie e voci del passato per restituirle con scrittura attenta e viva attraverso la figura del Moro Frun. Quello che si anima sulla pagina è un racconto ricco di rimandi e ricordi che parlano dei cambiamenti della montagna veneta, lavorata, trasformata e a volte sfigurata dalla mano umana; parlano di una guerra di cui leggiamo ancora le tracce nel paesaggio e che ci ricorda l’ingiustizia di tutte le guerre Parlano di una civiltà contadina scomparsa. Questo libro fa sperare che un mondo più serio e civile sia ancora possibile”. Malaguti ha avuto la meglio sugli altri autori in lizza per la vittoria: Carlo Barbante con “Scritto nel ghiaccio. Viaggio nel clima che cambia” (Ed. Il Mulino), Adeline Loyau con “Les tribulations d'une scientifique en montagne” (Ed. Glenat) e Annalina Molteni con “L'ombra dei Walser” (Ed. Monterosa). Durante la cerimonia è stato conferito anche il Premio Guardiano dell’Arca – Osvaldo Dongilli, quest’anno attribuito alle Api, insetti decisivi per la vita sulla Terra: all'impollinazione è legata la riproduzione di circa il 75% delle specie vegetali viventi sul pianeta, che garantiscono circa il 35% della produzione globale di cibo.
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